Con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni sull'utilizzo dei riferimenti all'artigianato nella comunicazione commerciale, è importante verificare se la propria attività può utilizzare termini come "artigianale" o "artigianato" nella promozione di prodotti e servizi.
Di seguito trovi una guida pratica con le principali regole da conoscere, i comportamenti consentiti e quelli da evitare, le eccezioni previste dalla normativa e le informazioni utili per adeguare correttamente la tua comunicazione.
1. Verifica la tua iscrizione all'Albo
Il primo passo da compiere è controllare la tua posizione ufficiale: puoi promuovere i tuoi prodotti o servizi come "artigianali" solo se la tua impresa è regolarmente iscritta all’Albo delle imprese artigiane.
Ricorda che il divieto si applica anche se sei un titolare di partita IVA o un hobbista che opera in modo occasionale in fiere o mercati: se non sei iscritto all'Albo, non puoi usare riferimenti all'artigianalità.
Se la tua impresa non è iscritta all’Albo, puoi partecipare a manifestazioni, eventi o fiere qualificate come “artigiane”, purché tu venda prodotti di imprese artigiane, dimostrandone la provenienza.
2. Cosa puoi fare se NON sei iscritto all'Albo artigiani
Anche se la tua impresa non è iscritta all'Albo, hai diverse opzioni per promuovere i tuoi prodotti:
- vendere prodotti di veri artigiani: puoi tranquillamente vendere e pubblicizzare come "artigianali" i beni prodotti da altre imprese, purché queste siano iscritte all'Albo e tu possa dimostrarne la provenienza;
- evidenziare componenti artigianali: se per realizzare il tuo prodotto utilizzi semilavorati o ingredienti forniti da un artigiano, puoi specificarlo nella tua promozione. Attenzione però: devi specificare chiaramente quali sono i componenti artigianali, evitando di far credere che l'intero prodotto finale sia "artigianale";
- usare termini alternativi descrittivi: non puoi dire che il tuo prodotto è "artigianale", ma puoi usare molte altre espressioni per valorizzare la qualità del bene o il metodo di lavoro utilizzato. Puoi definirlo: “fatto a mano”, “realizzato con manualità”, “di produzione propria”, “di qualità”, “tradizionale”, “sartoriale”, “su misura” o “fatto ad arte”.
3. Attenzione alla pubblicità ingannevole
Quando promuovi la tua attività, devi essere trasparente. Il concetto di "promozione" è ampio e ricomprende qualsiasi tipologia di pubblicità, il packaging, l’etichettatura, i siti internet, la comunicazione commerciale.
Evita, quindi, qualsiasi messaggio che possa trarre in inganno il consumatore facendogli credere che la tua azienda possieda la qualifica di impresa artigiana.www.confartigianato.it - confartigianato@confartigianato.it
4. Regole per l'estero e settori speciali
- Mercati esteri: se vendi i tuoi prodotti fuori dall'Italia, il divieto di utilizzo del termine artigianale non si applica. Puoi usare anche termini come "craftsmanship" o "artisanal process", a patto di non essere ingannevole e di rispettare le norme UE.
- Prodotti regolati da leggi speciali: se produci un prodotto regolato da una legge speciale devi continuare ad applicare la legge specifica del tuo settore, che prevale su queste nuove norme.
- IGP "non agri": se realizzi prodotti tutelati (IGP non agricole), le nuove disposizioni non cambiano le regole attuali: devi semplicemente rispettare il disciplinare di produzione previsto.
5. Gestione delle scorte e sanzioni
- Smaltimento scorte: se hai in magazzino beni o etichette con riferimenti all'artigianato prodotti prima dell'11 marzo 2026, puoi continuare a venderli fino a esaurimento scorte senza rischiare sanzioni.
- Sanzioni: ricorda che le sanzioni sono elevate: l'1% del fatturato della tua impresa e comunque non meno di 25.000 euro per ciascuna violazione. Le sanzioni sono gestite dalle autorità regionali. Ti conviene monitorare la legislazione della tua Regione per conoscere le tempistiche esatte di adeguamento e le modalità di controllo.