Patente a crediti: l’INL chiarisce come recuperare i crediti decurtati

Aggiornamento al 14/07/2026

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato le prime indicazioni operative per le Commissioni territoriali chiamate a valutare il recupero dei crediti della patente prevista dall’art. 27 del D.Lgs. 81/2008.

La Nota n. 4634 del 24 giugno 2026 mira a uniformare i criteri di valutazione, indicando con maggiore precisione i requisiti di formazione, gli investimenti utili e le modalità di presentazione dell’istanza.

Commissione e rappresentanza territoriale
Sul piano organizzativo, l’INL chiarisce che alle sedute della Commissione sono invitati a partecipare i rappresentanti delle ASL e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Per individuare il rappresentante ASL, si fa riferimento alla sede legale dell’azienda, mentre per il RLST la Commissione si attiva tramite l’Organismo Paritetico indicato dall’impresa interessata.

Due leve per il recupero: formazione e investimenti
Il recupero dei crediti si basa essenzialmente su due elementi: la formazione in materia di salute e sicurezza e gli investimenti finalizzati a migliorare concretamente le condizioni di lavoro.

Formazione
La formazione deve essere aggiuntiva rispetto agli obblighi già previsti dal D.Lgs. 81/2008, non può essere conteggiata come semplice aggiornamento ordinario.

La durata minima del percorso viene calcolata dalla Commissione in base ai crediti mancanti e alla gravità delle violazioni. Per ogni ora di formazione si recuperano 0,25 crediti.

La Nota precisa inoltre che i corsi devono essere erogati in presenza da soggetti formatori individuati dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, con esclusione del datore di lavoro. Per il riconoscimento dei crediti, sono richiesti una frequenza minima del 90%, un test finale superato con almeno il 70% di risposte corrette e un attestato contenente elementi precisi, tra cui l’indicazione “valido ai fini del recupero crediti”.

Investimenti
Accanto alla formazione, l’INL considera rilevanti gli investimenti in sicurezza, purché siano sostenibili per l’impresa e coerenti con dimensioni, struttura e tipologia delle violazioni contestate. 

Tra gli esempi indicati figurano sistemi di monitoraggio ambientale, DPI intelligenti, tecnologie per la sorveglianza sanitaria, robotica e automazione per attività ad alto rischio, oltre a 
soluzioni immersive per la formazione e l’assistenza.

Sono ritenuti validi anche gli investimenti effettuati con contributo pubblico, mentre il recupero può essere programmato in modo graduale, seguendo stati di avanzamento verificabili.

La Commissione attribuisce:
* 1 credito per investimenti tra 5.000 e 25.000 euro
* 3 crediti tra 25.000 e 50.000 euro
* 6 crediti oltre 50.000 euro

Come presentare la richiesta
L’impresa o il lavoratore autonomo deve presentare l’istanza tramite specifica la modulistica, illustrando la proposta di recupero in relazione ai crediti decurtati, ai tempi e alle misure adottate.

La richiesta va trasmessa in modalità telematica alla PEC dell’Ufficio territoriale dell’Ispettorato del lavoro competente, anche tramite l’associazione di rappresentanza.