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Sostenere le imprese per reinventare l’Italia

Diamo alle stampe questo numero di I/U a un mese dall’inizio della Fase due, quando ormai si parla già di Fase 3 con la consapevolezza che dietro il titolo ci sono pochi contenuti. 

Abbiamo seguito con attenzione in questi giorni lo svolgersi degli Stati generali dell’economia voluti dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, speranzosi che a valle di quel corposo confronto con i rappresentanti dell’Italia che produce, che crea Pil, che ha pagato praticamente da sola il prezzo della pandemia, il premier consegnasse al Paese un pacchetto di misure choc per reinventare l’Italia, farla tornare a correre, sostenere le imprese. 

C’è poco da girarci intorno: siamo rimasti delusi. Non c’è nulla di quel che ci aspettavamo nelle dichiarazioni finali di Conte salvo la promessa di tagliare l’Iva. Poco, troppo poco. Non è così che potremo ripartire. Le parole d’ordine, a mio giudizio, sono altre. Due su tutte: taglio del cuneo fiscale e abbassamento dell’iva sì, ma selettivo, legato cioè ai beni di prima necessità e a quelli che fanno muovere l’economia come le ristrutturazioni. 

Se vogliamo che l’Italia torni a camminare bisogna che sosteniamo i consumi. Siamo di fronte a uno scenario desolante, popolato da imprese che non hanno fatturato per mesi e che ce ne metteranno chissà quanti per tornare ai livelli pre-Covid, di fronte a famiglie che si sono ritrovate senza stipendio e hanno dovuto attendere a lungo la cassa integrazione. Salvo pochi e fortunati casi, il privato ha pagato per intero il conto alla pandemia a differenza del pubblico che come sempre si è trovato sottotetto. Con questa situazione e queste iniquità deve fare i conti il Governo. 

Mi sento in dovere di promuovere e ringraziare la Regione Fvg per quello che ha fatto, per le misure e le risorse a fondo perso che ha messo sul piatto, un grazie che estendo ai Comuni e agli amministratori locali che sono stati con noi in trincea e ancora un grazie alla grande famiglia di Confartigianato che in questo momento di grandissima difficoltà ha stretto i denti e ha dimostrato il valore dei corpi intermedi. In mezzo alla tempesta le imprese si sono rivolte a noi, hanno riscoperto l’importanza di poter contare sul proprio sindacato. 

Al Governo chiediamo di più. Chiediamo sostanza.

di Graziano Tilatti
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - maggio-giugno 2020