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Emergenza credito, il Governo ascolti le imprese

Osserviamo in questi giorni il secondo governo Conte muovere i primi passi e comprendiamo il tentativo di accreditamento agli occhi dell’opinione pubblica realizzato annunciando una nuova stagione di lotta all’evasione fiscale. 

Sia chiaro però che parlare di uno sconto sullo scontrino a fronte del pagamento con carta bancomat significa non voler affrontare il problema vero e continuare sulla vecchia strada di chi attribuisce i mali dell’Italia all’evasione della piccola impresa. Questa non è altro che una mistificazione culturale. Una falsità che mi sento in dovere di respingere con convinzione. 

Vogliono provare con lo sconto? Facciano pure, ma sia chiaro: si tratta di un’operazione di facciata. Un diversivo per non affrontare i problemi veri: dal taglio della spesa improduttiva alla riduzione del cuneo fiscale. Invito il presidente del Consiglio a capire bene quale ruolo insostituibile hanno svolto in questi ultimi anni l’artigianato e la piccola impresa mantenendo le proprie risorse umane senza scaricarle sullo Stato e continuando a investire a costo di dar fondo ai risparmi di famiglia. 

Perché quello del credito è stato ed è una delle principali emergenze per le nostre aziende. Per questo abbiamo deciso di dedicargli il nuovo numero di I-U, andando a vedere quali sono i canali di finanziamento “alternativi” alle banche che hanno in molta parte interrotto il flusso di denaro verso le realtà meno strutturate. Come dar ossigeno quindi alla crescita? 

Confartigianato-Imprese Udine ha iniziato a indagare il nuovo scenario ormai da qualche tempo e ora si prepara a varare uno strumento che entro fine anno contiamo possa andare a riempire il vuoto lasciato dalle banche nel campo del microcredito.

Nel 2019 festeggiamo anche il 40° compleanno del Confidi Fvg, oggi a sua volta dinnanzi a una nuova stagione. Accanto alle azioni di garanzia, il nostro Confidi sarà infatti chiamato a preparare e assistere le imprese nell’uso di altri strumenti finanziari. In questo senso dobbiamo contribuire tutti a creare una nuova cultura diffusa che apra l’orizzonte delle imprese a strumenti di finanziamento nuovi. 

Dallo sconto in fattura al crowdfunding, dai mini-bond al social lending. Ce ne parlano in questo numero un esperto della materia come Carlo Alberto Carnevale Maffé e due imprese che hanno condiviso con noi le rispettive esperienze in materia di accesso al credito: una ha bussato alla porta delle banche, l’altra a quella del popolo del web tramite uno dei principali siti di crowdfunding. L’esito è stato per entrambe positivo, ve lo raccontiamo sperando possano essere d’ispirazione.

di Graziano Tilatti
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - settembre-ottobre 2019