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Editoriale Dicembre

Cari artigiani,

Più che un editoriale, questo vuol essere un caloroso saluto a voi e alle vostre famiglie, un augurio di passare l’ultimo scorcio di quest’anno difficilissimo in serenità. Innanzi tutto vorrei rivolgere un ringraziamento particolare a tutti gli operatori sanitari che lavorano in prima linea sul territorio, persone straordinarie, che ho visto all’opera con professionalità e passione. 

Il 2020 ha messo tutti noi a dura prova, ha portato in dote tanti, troppi lutti, colpendo duramente la generazione che nel secondo dopoguerra ha dato gambe al boom economico e ha reso l’Italia il grande Paese che è. Il virus ce li ha strappati con violenza, portandosi via affetti, memorie, competenze. A loro e alle loro famiglie va il nostro pensiero in queste feste, con la speranza che il futuro prossimo possa lenire le ferite e restituirci un po’ di fiducia. E di lavoro, perché tra le vittime della pandemia c’è anche quello. Eravamo usciti da un decennio di difficoltà, esordito nel 2008, e ci siamo ritrovati punto e accapo. In primavera, il Covid ci ha costretti al fermo, in estate siamo ripartiti per poi trovarci nuovamente catapultati nel dramma in autunno. 

Vi risparmio le statistiche, perché i numeri parlano chiaro e non dicono nulla di buono. Il rischio che molte aziende chiudano, andando ad ingrossare le file di quelle che già lo hanno fatto, è concreto. Inutile che ce lo nascondiamo. Confartigianato-Imprese Udine però non ha smesso di lavorare un minuto, in questi mesi, per cercare soluzioni. Lo ha fatto in un costante rapporto di interlocuzione con l’amministrazione regionale ottenendo misure efficaci e sostegno finanziario. I ristori sono arrivati. 

Con lentezza quelli del Governo centrale, più rapidamente quelli di matrice regionale. Entrambi importanti, ma insufficienti. In assenza di fatturato, che per i più si è ridotto vertiginosamente, mancano le risorse per andare avanti. A questo proposito abbiamo avanzato una proposta concreta al livello centrale. Semplice quanto efficace. Lo Stato vada a vedere i fatturati dell’anno precedente e garantisca alle imprese che ne hanno necessità un credito a 10, 15 o 20 anni con le banche, delegando queste ultime a pagare Inps e fornitori. Se l’economia riparte, lo Stato può fare interventi in conto capitale anno per anno, sostenendo le aziende senza aumentare il debito. Stiamo pensando anche alle aziende di subfornitura, che in caso di aumento del fatturato e della marginalità, potrebbero avere un credito d’imposta per adottare un’impresa in difficoltà nella filiera di riferimento in una sorta di economia solidale e circolare. 

L’idea, nata a Udine, è già all’attenzione delle commissioni Lavoro e Finanze. Dal canto nostro abbiamo messo in campo il microcredito per aiutare le imprese, ma dobbiamo e possiamo fare di più se vogliamo davvero sostenere la piccola economia. A Natale, come associazione, abbiamo messo in campo diverse iniziative: dall’Artigiano in Fiera online al compra artigiano e friulano. Dobbiamo restare uniti, perché sono convinto che solo insieme ce la faremo ed è insieme ai tanti artigiani che abbiamo voluto raccontare nelle prossime pagine che rinnovo a tutti voi i miei più sentiti auguri per queste feste e per l’anno nuovo. 

Questo ultimo numero vuol essere un omaggio alle imprese che a San Giuseppe avrebbero dovuto ricevere la benemerenza dell’associazione ma che causa Covid non hanno potuto salire sul palcoscenico. Le luci della ribalta le accendiamo dunque qui dando a loro il microfono per raccontarsi e raccontarci, perché sono certo che nel loro racconto ognuno di noi potrà ritrovare molto di sé.

di GRAZIANO TILATTI
PRESIDENTE CONFARTIGIANATO-IMPRESE UDINE