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Comuni e imprese hanno un obiettivo condiviso: creare opportunità di benessere e sviluppo

Il prossimo 26 maggio si vota, oltre che per le Europee, anche per rinnovare le Amministrazioni di 86 Comuni della provincia di Udine.
Sono gli enti locali con cui artigiani e piccole imprese hanno un contatto costante e diretto. La loro azione è pertanto più che mai rilevante per definire il contesto in cui avviare e sviluppare un’attività produttiva. Un numero considerevole di funzioni assolte dai Comuni impattano infatti in modo determinante sulla vita quotidiana di un’impresa così come sulle grandi scelte che costellano la sua vita.
La gestione dei rifiuti, numerosissime autorizzazioni, la viabilità locale, l’urbanistica, i tributi, le politiche sugli insediamenti produttivi, la manutenzione del patrimonio pubblico… sono soltanto alcuni degli ambiti in cui l’azione amministrativa può rendere più o meno facile fare impresa.
Per questo motivo abbiamo voluto dedicare questo numero di I/u ad alcune iniziative della nostra Associazione che puntano ad analizzare la percezione degli artigiani nei confronti degli enti territoriali a loro più prossimi, a confrontare i diversi approcci delle singole Amministrazioni, a individuare buone pratiche di gestione della cosa pubblica e a realizzare delle azioni sindacali che orientino il decisore pubblico verso scelte che favoriscano la vita delle aziende e, attraverso di esse, diano un contributo positivo alle comunità locali.
Abbiamo constatato che, nonostante le criticità spesso lamentate, la valutazione generale degli artigiani friulani sui loro Comuni è abbastanza positiva. I dati raccolti ed elaborati dal nostro Ufficio Studi offrono un quadro di lettura per nulla scontato di questo atteggiamento.
Probabilmente c’è la percezione che rispetto ad altre aree del Paese l’amministrazione della cosa pubblica in Friuli si colloca a un livello qualitativamente superiore. Certamente c’è la consapevolezza che in questo periodo storico i Sindaci, le loro giunte e i loro consigli si trovano ad affrontare una sfida più che mai complessa, stretti tra responsabilità sempre più ampie e vincoli (amministrativi, finanziari, di risorse) sempre più stringenti.
C’è poi molta attesa per l’assetto che la Regione vorrà imprimere al sistema delle autonomie locali dopo l’esperienza non certo incoraggiante delle UTI. Per questa ragione abbiamo chiesto direttamente all’assessore Roberti di fornirci qualche considerazione in proposito.
Così come non mancano gli esempi di un difficile rapporto con la macchina pubblica, non mancano neppure i casi positivi. Lo dimostrano le due testimonianze di altrettante amministrazioni, quella di Gemona del Friuli e quella di Rivignano Teor a cui dedichiamo un approfondimento.
Il nostro impegno associativo ora si giocherà su due fronti.
Da un lato incoraggiamo tutti gli artigiani e i piccoli imprenditori che si candidano a far parte delle amministrazioni in via di rinnovo, con l’augurio di poter essere eletti e di dare il proprio prezioso contributo dall’interno degli enti locali.
Dall’altro c’è un lavoro affidato ai fiduciari comunali e più in generale ai Consigli di Zona: quello di dialogare coi Comuni per costruire assieme un contesto in cui sia più facile creare occupazione, lavorare, generare valore utile a favore della collettività.
Comuni e imprese hanno almeno un obiettivo condiviso: quello di creare opportunità di benessere e sviluppo, sia individuale che collettivo. Un obiettivo a cui il sistema Confartigianato vuole dare il proprio contributo.