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Aggiornamenti COVID-19

Ulteriori misure anti-contagio

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22 settembre 2021

Con Decreto Legge n. 127 del 21 settembre 2021, in vigore dal 22/09/2021, il Governo ha esteso l’applicazione della certificazione verde Covid-19 a tutto il lavoro pubblico e privato.

Ecco le principali novità.

Settore pubblico

Al personale delle amministrazioni pubbliche è fatto obbligo di possedere ed esibire, dal 15 ottobre 2021, su richiesta, la certificazione verde COVID-19. Tale disposizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato presso le amministrazioni pubbliche, anche sulla base di contratti esterni.
Restano, ovviamente esclusi i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di certificazione medica.
Il controllo sul rispetto dell’obbligo di vaccinazione del personale dipendente dell’amministrazione pubblica ricade sul datore di lavoro dello stesso, mentre quello del personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa presso le amministrazioni pubbliche ricade anche sul datore di lavoro dello stesso.

Le modalità con cui adempiere all’obbligo di controllo saranno definite dai datori di lavoro entro il 15 ottobre 2021. Le modalità operative per la verifica del rispetto dell’obbligo vaccinale dovranno prevedere prioritariamente, ove possibile, che i controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati all’accertamento e alla contestazione delle relative violazioni. Le verifiche verranno effettuate mediante l’app “Verifica19”.

Settore privato

A chiunque svolge un’attività lavorativa è fatto obbligo, ai fini dell’accesso nei luoghi in cui l’attività di lavoro è svolta, di possedere ed esibire, dal 15 ottobre 2021, su richiesta, la certificazione verde COVID-19. Tale disposizione si applica anche a tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni all’interno dell’azienda.
Restano, ovviamente esclusi i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di certificazione medica.
I datori di lavoro sono tenuti a verificare che il proprio personale sia in possesso della certificazione verde COVID-19. La verifica sui soggetti che svolgono la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato, anche sulla base di contratti esterni, all’interno dell’azienda spetta oltre che ai datori di lavoro dell’azienda in cui operano anche ai rispettivi datori di lavoro.

 Le modalità con cui adempiere all’obbligo di controllo dovranno essere definite dai datori di lavoro entro il 15 ottobre 2021. Le modalità operative per la verifica del rispetto dell’obbligo del Green Pass dovranno prevedere prioritariamente, ove possibile, che i controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati all’accertamento e alla contestazione delle relative violazioni. Le verifiche verranno effettuate mediante l’app “Verifica19”.

I lavoratori nel caso in cui comunichino di non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino privi di certificazione saranno considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, senza che questo comporti conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
Per le imprese con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta e non oltre il termine del 31 dicembre 2021 (termine di cessazione dello stato di emergenza attualmente in essere).

Sanzioni

In caso di mancata verifica da parte del datore di lavoro del rispetto dell’obbligo di possedere la certificazione verde COVID-19, in caso di mancata adozione delle misure organizzative per il controllo sul rispetto dell’obbligo di possedere la certificazione verde COVID-19 nel termine previsto, nonché l’accesso del personale ai luoghi di lavoro in violazione degli obblighi di possedere la certificazione verde COVID-19 è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 1.000 euro (salvo recidive); nel caso di accesso del personale ai luoghi di lavoro in violazione dell’obbligo di possedere la certificazione verde COVID-19 è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 600 a 1.500 euro.

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto su segnalazione dei soggetti incaricati all’accertamento dell’obbligo di possedere la certificazione verde COVID-19.

11 settembre 2021

Con il Decreto Legge 122/2021, in vigore dall’11 settembre 2021, il Governo ha introdotto alcune estensioni inerenti all’obbligo di possesso del Green Pass e di obbligo vaccinale per l’accesso ad alcune tipologie di strutture/attività, quali l’ambito scolastico, educativo e formativo e le strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie.

Per le strutture dell’ambito scolastico, educativo e formativo (dalla scuola dell’infanzia all’Università) diventa obbligatorio per chiunque accede ad esse, possedere ed esibire la certificazione verde COVID-19, e ciò riguarda ad esempio gli addetti delle imprese di pulizia e delle attività di mensa, gli installatori e manutentori, ecc.)

Per le strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie viene introdotto l’obbligo vaccinale dal 10 ottobre 2021 per tutti i soggetti, anche di ditte esterne (ad esempio imprese di pulizia, installatori, manutentori, attività di mensa, ecc.) che operano a qualsiasi titolo in dette strutture.

I responsabili delle strutture ed i datori di lavoro delle ditte esterne assicurano il rispetto dell’obbligo.

Quanto sopra non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Il provvedimento è in vigore, salvo proroghe dello stato d’emergenza, sino al 31 dicembre 2021.

(Fonti: DL 10 settembre 2021 n. 122, in vigore dall’11 settembre 2021)

23 luglio 2021

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha deliberato di prorogare fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale e ha deciso le modalità di utilizzo del Green Pass e nuovi criteri per la “colorazione” delle Regioni.

Green Pass

Sarà possibile svolgere alcune attività solo se si è in possesso di:

  • certificazioni verdi Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV-2 (validità 9 mesi) o la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi);
  • effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).

Questa documentazione sarà richiesta poter svolgere o accedere alle seguenti attività o ambiti a partire dal 6 agosto prossimo:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
  • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
  • Sagre e fiere, convegni e congressi;
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione;
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici.

Zone a colori
L’incidenza dei contagi resta in vigore ma non sarà più il criterio guida per la scelta delle colorazioni (banca, gialla, arancione, rossa) delle Regioni. Dal primo agosto i due parametri principali saranno:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19;
  • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19.

Quando si resta in zona bianca
Le Regioni restano in zona bianca se:

  1. l’incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive
  2.  qualora si verifichi un’incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, la Regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive:

il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15 per cento;
il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10 per cento;

Da bianca a gialla
È necessario che si verifichino alcune condizioni perché una Regione passi alla colorazione gialla

  1. l’incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15 per cento e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 sia superiore al 10 per cento;
  2. qualora si verifichi un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, la Regione resta in zona gialla se si verificano una delle due condizioni successive:

il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 30 per cento;
il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 20 per cento;

Da giallo ad arancione
È necessario che si verifichi un’incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 ogni 100.000 abitanti e aver contestualmente superato i limiti di occupazione dei posti letto di area medica e terapia intensiva prevista per la zona gialla

Da arancione a rosso
Una Regione è in zona rossa in presenza di un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti e se si verificano entrambe le condizioni successive:

  1. il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 è superiore al 40 per cento;
  2. il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 è superiore 30 per cento;

Misure per lo svolgimento degli spettacoli culturali
In zona bianca e in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

In zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 25 per cento al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso.

In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto di linee guida adottate.

Misure per gli eventi sportivi
Inoltre per la partecipazione del pubblico sia agli eventi e alle competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano e del Comitato italiano paralimpico, riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali sia agli eventi e le competizioni sportivi diversi da quelli citati si applicano le seguenti prescrizioni:

In zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 25 per cento al chiuso;
In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

Sanzioni
I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni.
In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Fondo discoteche
È istituito un fondo per i ristori alle sale da ballo.

Tamponi a prezzo ridotto
Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 definisce d’intesa con il Ministro della salute un protocollo d’intesa con le farmacie e con le altre strutture sanitarie al fine di assicurare fino al 30 settembre 2021 la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti che tengano conto dei costi di acquisto.

19 maggio 2021

pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 65/21 – cd “DL Anticipo Riaperture” – recante le nuove misure per la graduale ripresa della attività economiche.

Il provvedimento allenta alcune delle misure di sicurezza anti-covid e anticipa il percorso temporale per la riapertura di alcune attività nelle zone gialle che era stato fissato dal DL “Riaperture”, emanato ad aprile.

In sostanza viene confermata la gradualità delle riaperture, pur con una sensibile accelerazione.

Nel dettaglio le principali modifiche riguardano:

Coprifuoco (art. 1)
Dal 19 maggio, in zona gialla, il c.d. coprifuoco inizierà alle ore 23 (anziché alle 22), dal 7 giugno sarà valido dalle ore 24 e dal 21 giugno sarà completamente abolito. Anche durante il coprifuoco, rimangono comunque possibili gli spostamenti per motivi di lavoro, necessità e salute. Il Ministro della Salute potrà stabilire orari diversi per eventi di particolare rilevanza.
Nelle zone bianche non si applica il coprifuoco.

Ristorazione (art. 2)
Dal 1° giugno, in zona gialla, le attività di ristorazione saranno consentite, anche al
chiuso, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti.

Mercati e centri commerciali (art. 3)
Dal 22 maggio, in zona gialla, tutti gli esercizi commerciali presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi. Si ritiene che la norma si applichi anche ai servizi alla persona, pur se non nominati espressamente.

Palestre, piscine e centri benessere (art. 4)
In zona gialla, la riapertura delle palestre viene anticipata al 24 maggio (anziché al 1° giugno), mentre dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri termali e i centri benessere.

Eventi sportivi (art. 5)
In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all’aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è consentita la presenza di pubblico anche agli eventi e alle competizioni sportive. Sono previste specifiche misure anti-contagio (posti a sedere preassegnati, rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, capienza massima consentita non superiore al 25% di quella massima autorizzata, etc.).

Impianti sciistici (art. 6)
Dal 22 maggio, in zona gialla, potranno riaprire gli impianti sciistici di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore.

Sale giochi (art. 7)
Dal 1° luglio, in zona gialla, saranno consentite le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casino, anche se svolte all’intero di locali adibiti ad attività differenti.

Parchi divertimento e tematici (art. 8)
Parchi tematici e di divertimento potranno riaprire al pubblico dal 15 giugno, anziché dal 1° luglio.

Centri culturali, centri sociali, feste e ricevimenti (art. 9)
Dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a
cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”.
Dal 1° luglio, invece, saranno consentite anche le attività dei centri culturali, sociali e ricreativi.

Corsi di formazione (art. 10)
Dal 1° luglio sarà nuovamente possibile tenere corsi di formazione pubblici e privati in presenza.

Musei e altri istituti e luoghi della cultura (art. 11)
Si prevedono anche misure anti-contagio per l’apertura di musei e istituti della cultura.

Il provvedimento, inoltre, modifica i criteri di valutazione per entrare nelle varie fasce di rischio ed stabilisce che la certificazione verde rilasciata a seguito del vaccino ha validità di nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale e che la medesima certificazione è rilasciata anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale.

Con riferimento agli spostamenti dall’estero si ricorda che l’ordinanza del Ministro della Salute del 14 maggio prevede l’ingresso dai Paesi dell’Unione Europea e dell’area Schengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo, senza più l’obbligo di quarantena. Rimane fermo quanto previsto dal DPCM 2 marzo con riferimento agli spostamenti all’estero per lavoro di durata non superiore a centoventi ore dei dipendenti di imprese con sede in Italia, per i quali non è previsto né l’obbligo di tampone né di quarantena.

21 aprile 2021

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

. Il decreto prevede che tutte le attività oggetto di precedenti restrizioni debbano svolgersi in conformità ai protocolli e alle linee guida adottati o da adottare da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla base dei criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

Di seguito le principali novità che entreranno in vigore dal 26 aprile 2021.

Certificazioni verdi

Il decreto prevede l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette “certificazioni verdi Covid-19”, comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 o la guarigione dall’infezione o l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo.

Le certificazioni di vaccinazione e quelle di avvenuta guarigione avranno una validità di sei mesi, quella relativa al test risultato negativo sarà valida per 48 ore. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea.

Zone gialle

Le zone gialle tornano ad essere sottoposte alle misure per esse previste e a quelle introdotte dal presente decreto.

Spostamenti

Dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della “certificazione verde”, sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa.

Dal 26 aprile al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.

Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune. Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa.

Scuola e università

Dal 26 aprile e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia, della scuola dell’infanzia, della scuola primaria (elementari), della scuola secondaria di primo grado (medie), e, per almeno il 50 per cento degli studenti, della scuola secondaria di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.).

Nella zona rossa, l’attività didattica in presenza è garantita fino a un massimo del 75 per cento degli studenti ed è sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle zone gialla e arancione, l’attività in presenza è garantita ad almeno il 70 per cento degli studenti, fino al 100 per cento.

Dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività delle Università si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

Bar e ristoranti

Dal 26 aprile 2021, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati.

Spettacoli aperti al pubblico

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Restano sospesi gli spettacoli aperti al pubblico quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.

Competizioni ed eventi sportivi

A decorrere dal 1° giugno 2021, in zona gialla, le disposizioni previste per gli spettacoli si applicano anche agli eventi e alle competizioni di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP), riguardanti gli sport individuali e di squadra, organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali. La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all’aperto e a 500 per impianti al chiuso. E’ possibile inoltre, anche prima del 1° giugno, autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida vigenti. Quando non è possibile assicurare il rispetto di tali condizioni, gli eventi e le competizioni sportivi si svolgono senza la presenza di pubblico.

Sport di squadra, piscine, palestre

Dal 26 aprile 2021, in zona gialla, nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre.

Fiere, convegni e congressi

Dal 15 giugno in zona gialla, è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere. Dal 1° luglio 2021 anche lo svolgimento di convegni e  congressi. E’ consentito, inoltre, svolgere, anche in data anteriore, attività preparatorie che non prevedono afflusso di pubblico. L’ingresso nel territorio nazionale per partecipare a fiere di cui al presente comma è comunque consentito, fermi restando gli obblighi previsti in relazione al territorio estero di provenienza.
Centri termali e parchi tematici e di divertimento

Dal 1° luglio 2021 sono consentite in zona gialla le attività dei centri termali e quelle dei parchi tematici e di divertimento.

19 marzo 2021

Scarica le slide sul Dl Sostegni

Varato il Dl Sostegni con interventi per 32 miliardi di euro, finanziato in deficit tramite l’approvazione dello scostamento di bilancio. Cambia il meccanismo di calcolo dei contributi alle imprese con l’eliminazione dei codici Ateco e l’introduzione dei criteri basati sulle “perdite” di fatturato. 

LE RISORSE

Si tratta di un pacchetto da 11 miliardi per imprese, professionisti e partite iva. L’indennizzo è destinato alle aziende che hanno perso oltre il 30% di fatturato medio mensile nel 2020 rispetto al 2019. La piattaforma per gli indennizzi sarà pronta a stretto giro, i pagamenti avverranno a partire dall’8 aprile, secondo quanto dichiarato dal Presidente Draghi.

IL MECCANISMO A FASCE

I ristori sono stati estesi anche alle aziende con ricavi fino a 10 milioni e sono state stabilite 5 fasce di intervento, a seconda del fatturato: il ristoro è del 60% per imprese fino a 100mila euro di ricavi, del 50% da 100mila a 400mila, del 40% per imprese da 400mila a 1 milione di euro. Poi via via a scendere: da 1 a 5 milioni si arriva al 30%, da 5 a 10 milioni al 20%. Il Ministero dell’Economia calcola aiuti per circa 1 miliardo in più rispetto allo scorso anno.

Gli aiuti saranno compresi fra un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche, 2.000 euro per le persone giuridiche e un massimo di 150.000 euro per beneficiario. Anche le start up potranno accedere ai ristori. Il contributo potrà essere erogato tramite bonifico bancario direttamente sul conto corrente intestato al beneficiario o come credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione. Per il sostegno alle imprese, è inoltre previsto un intervento diretto a ridurre i costi delle bollette elettriche.

PROFESSIONISTI E PARTITE IVA

Aumento di 1,5 miliardi del Fondo per l’esonero dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti che nel 2020 hanno subito un calo del reddito superiore al 33% rispetto al 2019.

BLOCCO LICENZIAMENTI E CIG

Stop ai licenziamenti individuali e collettivi fino al 30 giugno per le aziende chedispongono di CIG ordinaria e CIG straordinaria (soprattutto industria e agricoltura), al 31 ottobre 2021 per i lavoratori delle aziende coperte da strumenti in deroga (soprattutto terziario).

La cassa integrazione ordinaria senza contributi addizionali è prorogata fino al 30 giugno 2021, quella in deroga e assegno ordinario legati all’emergenza Covid fino al 31 dicembre 2021.

CONTRATTI DI LAVORO

La possibilità di rinnovo o proroga dei contratti a tempo determinato senza la necessità di indicare la causale, per un periodo massimo di dodici mesi e per una sola volta, viene estesa dal 31 marzo al 31 dicembre 2021, mantenendo ferma la durata massima complessiva di 24 mesi. Presente anche un Fondo a tutela dei lavoratori fragili nel settore pubblico e privato. Viene rifinanziato anche il Fondo sociale per occupazione e formazione per 400 milioni di euro.

FISCO E CARTELLE ESATTORIALI

Confermata la soglia di 5.000 euro per le cartelle da stralciare, ma solo per il periodo 2000-2010. La cancellazione delle tasse arretrate si può chiedere solo con un reddito Irpef che non superi i 30 mila euro.

Definizione agevolata degli avvisi bonari sui periodi di imposta 2017 e 2018 per i soggetti che hanno subito un calo del volume d’affari del 30% rispetto al 2019. Decisa anche la proroga della sospensione delle attività di riscossione coattiva fino al 30 aprile.

NAVIGATOR E REDDITO DI CITTADINANZA

Per il reddito di cittadinanza finanziamento di un miliardo, per quello di emergenza 1 miliardo e mezzo, con 3 nuove mensilità. Il contratto dei navigator, in scadenza al 30 aprile 2021, viene prorogato.

ENTI LOCALI

Previsto l’ incremento delle risorse per il ristoro delle minori entrate: 260 milioni per le Autonomie speciali e 1 miliardo per gli enti territoriali. Ristoro di 250 milioni di euro per le minori entrate dei Comuni relativi all’imposta di soggiorno. Rimborso delle spese sanitarie sostenute dalle Regioni nel 2020 per l’acquisto di dispositivi individuali e di beni sanitari riguardanti l’emergenza.

ALTRI INTERVENTI

Ulteriori 800 milioni di euro sono stati destinati al trasporto pubblico locale ed è stata definita anche l’indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello sport. Incrementato di 100 milioni di euro del Fondo straordinario per il sostegno degli enti del terzo settore.

Altri interventi per i settori gravemente colpiti:
• fiere, manifestazioni fieristiche internazionali e congressi
• cultura e spettacolo, mostre e musei (oltre 1 miliardo per il comparto)
• matrimoni ed eventi privati
• attività commerciali o di ristorazione nei centri storici
• filiere dell’ agricoltura , della pesca e dell’ acquacoltura

Per il comparto neve sono previste risorse ad hoc con ulteriori 700 milioni di indennizzi destinati alle imprese delle località sciistiche danneggiate dal fermo delle attività a causa dell’emergenza sanitaria (sono inclusi i maestri di sci).

15 marzo 2021

Nuovo Decreto Legge che definisce ulteriori misure, di maggiore intensità, per contrastare la pandemia e per la prevenzione del contagio da COVID-19, dopo l’emanazione del DPCM del 2 marzo.

Le misure del nuovo provvedimento saranno in vigore da lunedì 15 marzo fino al 6 aprile 2021. Confermato, fino al 6 aprile stesso, il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità.

Ecco le principali novità e una sintesi delle misure confermate.

ZONA ROSSA AUTOMATICA
Da lunedì 15 marzo fino al 6 aprile le Regioni che avranno un numero settimanale di casi superiore a 250 ogni 100.000 abitanti passeranno automaticamente in zona rossa. Le Regioni arancioni potranno individuare aree da portare in zona rossa, quando l’incidenza supera la soglia dei 250 casi per 100 mila abitanti nella settimana oppure quando si riscontra una presenza di varianti tale da dover prevedere misure più restrittive.

FESTIVITA’ PASQUALI, GLI SPOSTAMENTI
Dal 3 al 5 aprile compresi, tutta l’Italia sarà in zona rossa, esclusi i territori classificati in zona bianca. Sarà consentito in questi giorni, sul territorio regionale, spostarsi verso una sola abitazione una volta al giorno a due persone con minori di 14 anni.

VISITE AD AMICI E PARENTI NEGLI ALTRI GIORNI
Dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile nelle zone arancioni è consentito, esclusivamente nel proprio comune, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, tra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. In zona rossa non sono consentiti questi spostamenti, nello stesso periodo di riferimento.

LA ZONA GIALLA DIVENTA ARANCIONE
Dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, nelle regioni i cui territori si collocano in zona gialla si applicano le misure stabilite per la zona arancione.

CONGEDI PARENTALI, SMART WORKING E BONUS BABY SITTER
I congedi parentali previsti dal nuovo decreto Covid saranno retroattivi fino al 1 gennaio 2021 e retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni sono fruibili senza retribuzione. Reintrodotto, per chi ha figli under 16, il diritto allo smart working.

Per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell’ordine, previsto un bonus baby sitter fino a 100 euro alla settimana, fino al 30 giugno 2021.

LE ALTRE MISURE CONFERMATE

Bar, ristoranti, negozi
Nelle zone rosse e arancioni, confermata la chiusura di bar e ristoranti, consentiti solo il servizio di asporto e a domicilio. L’asporto è consentito fino alle 18 per i locali senza cucina, fino alle 22 per tutti gli altri, il servizio a domicilio non ha limiti di orario.

Nelle zone rosse, chiusi i negozi, rimangono aperte le attività alimentari e quelle considerate di prima necessità. Restano aperte farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai. Aperti anche i negozi di elettronica, ferramenta e negozi per bambini.

Nelle zone arancioni, invece, i negozi sono aperti, mentre i centri commerciali sono operativi dal lunedì al venerdì e restano chiusi nel fine settimana.

Parrucchieri ed estetiste
In fascia arancione parrucchieri, barbieri e centri estetici sono aperti, come in fascia bianca (per ora l’unica è la Sardegna). Queste attività sono invece chiuse in fascia rossa.

Spostamenti dai piccoli comuni
Anche in zona rossa sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti, nel raggio di 30 chilometri. Sono però esclusi, in ogni caso, gli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Sale gioco e feste
Resta sospesa l’attività di sale gioco, scommesse, bingo, casinò, come quella di discoteche e sale da ballo. Vietate tutte le feste al chiuso e all’aperto. Forte raccomandazione a non ricevere persone in casa persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Sport e attività motoria
In zona arancione è consentito svolgere attività motoria o sportiva all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, nel rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri. Nelle regioni in zona rossa, invece, consentito solo lo svolgimento di attività sportiva all’aperto e in forma individuale.

2 marzo 2021

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 marzo 2021 – Il nuovo decreto sostituisce quello del 14 gennaio, che ha cessato la sua efficacia il 5 marzo, e sarà efficace fino al 6 aprile 2021.

Il DPCM introduce alcune novità di carattere generale che vengono incontro alle esigenze delle imprese:

- le ordinanze che collocano le Regioni nelle zone arancioni o rosse si applicheranno a partire dal giorno successivo, non festivo, alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Pertanto, tali ordinanze non entreranno più in vigore la domenica come accaduto in passato (artt. 34 e 39) ma il lunedì successivo;

- la struttura del nuovo DPCM è stata modificata rispetto al precedente Decreto del 14 gennaio, pur mantenendone in larga misura i contenuti. In particolare, il decreto è stato suddiviso in specifici “Capi”, uno per ciascuna zona colorata, rendendo così più agevole la lettura.

La modifica di maggior rilevo introdotta è la previsione della chiusura degli acconciatori nelle zone rosse.

Per il resto, il nuovo DPCM ha confermato le principali misure per le imprese già previste dal DPCM del 14 gennaio 2021, apportando alcune modifiche:

• "Zona bianca": vengono sospesi gli eventi che implicano assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che hanno luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso, compresa la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive (art. 7).

• "Zona gialla":

• sono consentite la formazione in azienda, (esclusivamente per i dipendenti dell’azienda stessa) i corsi di formazione individuali e quelli che necessitano di attività di laboratorio (art. 25, co. 7);

• dal 27 marzo viene prevista l’apertura dei musei e altri luoghi della cultura anche il sabato e nei giorni festivi (fino ad oggi aperti solo dal lunedì al venerdì), sempre con obbligo di prenotazione online (art. 14);

• dal 27 marzo viene prevista, inoltre, la riapertura di cinema, teatri, sale da concerto, live club e altri locali o spazi anche all’aperto, con la previsione di specifici protocolli che dovranno essere approvati (art. 15);

• sono consentiti anche i corsi di aggiornamento professionale per l’assistente bagnante (che si aggiungono ai corsi di formazione per il conseguimento del relativo brevetto già consentiti) (art. 25, co. 4);

• il divieto di effettuare, dopo le ore 18, la vendita per asporto di alimenti e bevande viene confermato solo per chi svolge come attività prevalente quella di “Bar e altri esercizi simili senza cucina” (codice Ateco 56.3), mentre tale divieto viene eliminato per le attività di “Commercio al dettaglio di bevande”, con codice Ateco 47.25 (art. 27, co. 2);

• viene chiarito che nei centri commerciali, durante il fine settimana sono consentite le attività di lavanderie e tintorie, oltre a quelle previste in precedenza (farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie). Da tale precisazione ne consegue che le altre attività di servizi alla persona (acconciatori ed estetisti) non sono consentite (art. 26, co. 2).

• "Zone arancione" e "rosse":
• il divieto di effettuare, dopo le ore 18, la vendita per asporto di alimenti e bevande viene confermata solo per chi svolge come attività prevalente quella di “Bar e altri esercizi simili senza cucina” (codice Ateco 56.3), mentre tale divieto viene eliminato per le attività di “Commercio al dettaglio di bevande”, con codice Ateco 47.25 (art. 37 e 46);
• viene chiarito che nei centri commerciali, durante il fine settimana sono consentite le attività di lavanderie e tintorie, oltre a quelle previste in precedenza (farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie). Da tale precisazione ne consegue che le altre attività di servizi alla persona (acconciatori ed estetisti) non sono consentite (art. 26, co. 2);
• si chiarisce che resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e nelle altre strutture ricettive, limitatamente ai propri clienti (art. 37 e 46).

14 gennaio 2021

È confermato fino al 15 febbraio il divieto di spostamento tra Regioni o provincie autonome, salvo motivi di salute/lavoro/necessità e salvo il rientro alla propria abitazione/domicilio/residenza.

Dal 16 gennaio al 5 marzo 2021

è consentito spostarsi una volta al giorno verso un’altra abitazione privata tra le 5.00 e le 22.00, al massimo a due persone oltre a quelle ivi conviventi ed ai figli minori di 14 anni e ai disabili conviventi: in area gialla all’interno della Regione, in area arancione o rossa all’interno del solo comune (salvi gli spostamenti da comuni fino a 5 mila abitanti);
qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, restano consentiti gli spostamenti dai comuni fino a 5 mila abitanti e per una distanza massima di 30 km, tranne che verso i capoluoghi di provincia;
si configurano area bianca le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In tale area non si applicano le misure restrittive previste dai DPCM, ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.
È prorogato al 30 aprile lo stato di emergenza.
7 Gennaio 2021
Il Governo interviene con ulteriori misure anti-Covid per il periodo dal 7 al 15 gennaio. Il decreto legge che le contiene, pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi, stabilisce, in particolare, le regole per gli spostamenti tra le diverse zone del Paese.
Tra il 7 e il 15 gennaio rimarranno vietati gli spostamenti in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome. Fanno eccezione quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sarà comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, mentre non sarà possibile recarsi verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma.

📌Nei giorni 9 e 10 gennaio tutto il Paese sarà zona “arancione” – ad eccezione delle Regioni che saranno definite zone “rosse” – e quindi si applicheranno le misure di divieto di spostamento al di fuori del proprio Comune e le altre misure previste dall’art. 2 del DPCM del 3 dicembre 2020. Per questi giorni è confermata la cosiddetta deroga per i “piccoli Comuni”: questo significa che saranno consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

📌Nelle “zone rosse” fino al 15 gennaio sarà comunque consentito lo spostamento, all’interno del proprio Comune, verso una sola abitazione privata una volta al giorno, tra le ore 5 e le ore 22, e nei limiti di due persone (oltre ai minori di 14 anni e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi). Anche in questo caso vale la deroga per i “piccoli Comuni” (possibilità di spostamento dai Comuni con meno di 5.000 abitanti per una distanza non superiore a 30 km con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia).
Resta confermata, tra il 7 e il 15 gennaio 2021, l’applicazione delle altre misure previste dal DPCM 3 dicembre 2020 (che ha efficacia fino al 15 gennaio) e dalle successive ordinanze.

📌L’art. 2 del decreto, inoltre, individua nuovi criteri per l’assegnazione delle zone arancioni e rosse che dovranno essere individuate, in base dell’andamento epidemiologico, dal Ministero della Salute in base al monitoraggio che dovrebbe essere reso noto venerdì 8 gennaio. Sono, infatti, scadute le precedenti ordinanze del Ministero che individuavano le regioni arancioni e rosse e pertanto, in assenza di nuove ordinanze, dal 7 gennaio tutte le regioni risulteranno in zona gialla – seppur definita “rafforzata” dal divieto di spostamento tra regioni – (ad eccezione dei giorni 9 e 10 gennaio che, come detto, il decreto-legge stabilisce come “arancioni” per l’intero Paese con le eventuali eccezioni per le zone rosse).