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Attenzione alle truffe sull’impianto di messa a terra

Alcune aziende ci hanno segnalato di aver ricevuto la visita di un organismo privato che dichiara di essere incaricato da Ispettorato/Inail/Asl ad effettuare controlli agli impianti di messa a terra. 

In alcuni casi, equivocando sul ruolo e paventando responsabilità penali e sanzioni amministrative, hanno fatto firmare alle aziende dei contratti per la verifica dell’impianto, anche indicando arbitrariamente delle periodicità più stringenti (ogni 2 anni anziché ogni 5) rispetto a quelle previste dalla norma.

In Friuli Venezia Giulia, in base alla normativa vigente, il datore di lavoro può scegliere di rivolgersi per tali controlli periodici o ad organismi notificati, che hanno ottenuto l’autorizzazione da parte del Ministero delle Attività Produttive oppure ai servizi impiantistici delle ASS territorialmente competenti.
Quindi, oltre a tali organismi notificati, sono solo le ASS (per le verifiche periodiche) e l’INAIL (per la prima verifica a campione) e a tal proposito né ASS né INAIL danno delega ad alcun soggetto terzo ad eseguire per proprio conto le suddette verifiche e neppure ad effettuare un controllo del rispetto della corretta periodicità dell'esecuzione delle verifiche, di competenza esclusiva degli Organi di Vigilanza sulla sicurezza del lavoro.

Per chi avesse inavvertitamente firmato qualche documento contrattuale e non volesse dare seguito a questo consenso ottenuto con fraudolenza, consigliamo di verificare con attenzione le clausole di recesso.

Riteniamo utile ricordare alle aziende associate che l’obbligo giuridico della verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra è carico del datore di lavoro e che lo stesso datore di lavoro, ai sensi del DPR462/01 e del D.Lgs 81/08 è tenuto ad effettuare, ai fini della sicurezza, una regolare manutenzione del proprio impianto.