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Percepite segnali positivi?

L'editoriale di Informimpresa Udine di aprile 2014

C'è davvero la ripresa?
Quando finirà la crisi?
Percepite segnali positivi?
È il genere di domande che più spesso ci sentiamo rivolgere quando incontriamo gli imprenditori, ma anche i comuni cittadini o i rappresentanti delle istituzioni.
E rispondere non è facile, soprattutto per la certezza di deludere le aspettative di chi ci interroga. Il "dopo crisi" infatti è infatti già cominciato e quelli che ancora scambiamo per indicatori della fase di passaggio sono in realtà nuovi compagni di viaggio da cui non ci staccheremo per molto, molto tempo. Se per noi "sviluppo" equivale a "crescita del PIL", rassegniamoci a non vederlo per anni, a meno di non mentire a noi stessi aggrappandoci a scostamenti misurati in decimi di punto percentuale. Se invece cominceremo a descrivere e valutare la realtà con parole nuove e nuovi metri di giudizio potremo accorgerci dei veri cambiamenti in atto. Ad esempio, percepiamo che in questi ultimi anni il nostro benessere complessivo si è ridotto e colleghiamo questo peggioramento alle cifre della disoccupazione, del debito pubblico, della pressione fiscale e così via. Ma c'è dell'altro, che i numeri non dicono: il peggioramento delle relazioni, lo scadimento della capacità di rispettare gli impegni, il diffondersi di comportamenti poco responsabili. Il ritardo nei tempi di pagamento, una piaga tutta italiana, non è dovuto solo alle difficoltà economiche e finanziarie. Dietro a una PA che paga così tardi non ci sono forse inefficienze? E non sono queste una mancanza di rispetto nei confronti del proprio ruolo pubblico e sociale, oltre che nei confronti dei fornitori? Dietro a una grande azienda che paga tardissimo un artigiano c'è sempre e solo un problema di liquidità? Oppure qualche cattiva abitudine?
Se ci chiedete quando ci sarà la ripresa o quando finirà la crisi, possiamo rispondervi così: ce ne accorgeremo quando la PA comincerà a dimostrare più rispetto per i cittadini-imprese, quando le aziende la vedranno di più come partner e meno come avversario, quando le aziende pagheranno a 30 o 60 giorni, come in Germania, e quando una stretta di mano tornerà a valere quanto un atto notarile.
In quel momento, e non prima, ci sentirete parlare di ripresa!

Graziano Tilatti
Presidente Confartigianato Udine


Tratto da Informimpresa Udine - Aprile 2014