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Non siamo il residuo di passate glorie economiche, ma il terreno su cui coltivare il futuro

L'editoriale di Informimpresa Udine di maggio 2014

Chi legge questo editoriale, a differenza del sottoscritto in questo momento, conosce l’esito delle elezioni del 25 maggio che hanno interessato nel contempo 92 Comuni della nostra provincia ed il Parlamento europeo. Due livelli istituzionali distanti tra loro, ma entrambi di fondamentale importanza per la vita delle nostre aziende e per il futuro di noi imprenditori e dei nostri collaboratori. Che si tratti delle regole dettate alla politica economica degli stati dell’UE o delle decisioni di dettaglio sull’applicazione delle tasse e delle tariffe locali, non possiamo non fare i conti con questi due livelli decisionali: continentale e locale.
Chiunque sia stato eletto deve ora affrontare uno scenario complesso, in cui per anni le tensioni economiche hanno alimentato quelle sociali e molte, troppe, aspettative sono state disattese. A tutti loro rivolgiamo un invito, che suona come un appello: credete nelle piccole imprese, negli artigiani, nei lavoratori autonomi e in tutte le nuove dimensioni dell’imprenditoria diffusa, familiare e personale. Fatelo con il cuore e con la testa, perché il nostro mondo produttivo non tradirà le attese. Non lo ha fatto in passato, nei momenti più delicati in cui è stato necessario ricostruire e ripartire. Non lo farà neppure in futuro. Non credete in noi soltanto a parole, ma con i fatti, pensando a noi ogni volta che dovrete prendere una decisione, piccola o grande che sia. E non fatelo perché vi siamo simpatici, bensì con la ragionata convinzione che sia la scelta più giusta e conveniente per l’interesse collettivo. Lo dimostrano i dati elaborati da Confartigianato: in Europa le Micro, Piccole e Medie Imprese hanno creato l'85% dei nuovi posti di lavoro negli ultimi 10 anni e sono 19 milioni quelle che occupano meno di 10 addetti. Dati che trovano riscontro a livello locale, basti pensare che ogni comune della nostra provincia ospita in media 105 artigiani (90, se si esclude Udine) con una densità di quasi 3 aziende per chilometro quadrato. Un tessuto produttivo così radicato sul territorio, capace di creare reddito, ricchezza e occupazione non è il residuo di passate glorie economiche, ma il terreno su cui coltivare il futuro, a condizione di impostare una politica che ne valorizzi davvero il potenziale. E questo vale nel locale come su larga scala. “Voglio dare alle nostre piccole aziende ogni possibile vantaggio per affrontare la competizione globale” ha dichiarato di recente il capo di un governo europeo ed è una frase che vorremmo sentire anche dalla politica italiana, ma è soprattutto l’impegno che vorremmo vedere realizzato in concreto, giorno dopo giorno.

Graziano Tilatti
Presidente Confartigianato Udine

Tratto da Informimpresa Udine - Maggio 2014