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Nella “terra di mezzo” la gara è più dura

Questo 2015 si conclude portando con sé due ricorrenze importanti: il 70° anniversario di costituzione della nostra Associazione ed il 25° compleanno della nostra Società di servizi.
Spesso ci siamo chiesti se l’artigianato e la piccola impresa avranno un futuro, in uno scenario sociale ed economico di cui è difficile prevedere l’evoluzione. Siamo convinti di sì, a condizione che le imprese sappiano accettare un cambiamento evolutivo e, inevitabilmente, selettivo.
Occorre però chiedersi se il futuro riserverà uno spazio anche per le associazioni come la nostra e i loro strumenti organizzativi e in questo caso la risposta non discende automaticamente dalla precedente. Un utile indizio per chiarire la questione si può ricavare dal passato. Chiediamoci infatti se il nostro “fare sindacato” e “prestare servizi” è uguale a cinque o dieci anni fa.
E’ un interrogativo, per inciso, che vale la pena porsi anche come individui, all’interno delle nostre organizzazioni. Se il nostro agire di oggi è rimasto sostanzialmente quello di un tempo (e i casi non mancano), sarà ben poco probabile vincere la sfida con il futuro. Se invece abbiamo sviluppato nuove competenze, creato nuove opportunità, acquisito nuove tecniche e tecnologie – in una parola se abbiamo “imparato” – allora, pur senza garanzie, ci siamo posti nella condizione di costruire il nostro domani.
Le persone e i sistemi capaci di apprendere hanno le migliori chance, non solo di sopravvivere, bensì di prosperare. Non illudiamoci: non è un compito da poco! Soprattutto in un ambiente come quello attuale dove ad essere favoriti sono i più grandi e i più piccoli.
Facebook, Amazon, Apple, Google e altri player di grandi dimensioni vivono bene in un contesto come questo perché sono diventati abbastanza grandi da poter dettare le regole della competizione. Intendiamoci: potrebbero crollare, come altri giganti prima di loro, se non imparassero abbastanza velocemente, ma intanto stanno dimostrando di “reggere il gioco” al meglio.
All’estremo opposto ci sono le realtà “start-up”, talmente piccole da trovare subito spazio nell’ambiente competitivo, proprio perché veloci, agili, snelle.
Noi, come tanti altri sistemi complessi, apparteniamo a quella “terra di mezzo” per cui la gara è più dura. Dobbiamo dimostrare di essere veloci e dinamici come le realtà start-up e al tempo stesso rafforzare quegli accordi e quelle alleanze che ci permettono di accedere alle opportunità disponibili soltanto ai grandi. Mentre cerchiamo, non senza fatica e difficoltà, di aggregarci e fare rete, dobbiamo continuare ad esplorare nuovi territori, sperimentare nuove attività e innovare, il tutto senza perdere le nostre radici.
Mica male come sfida! Si tratta di imparare e farlo abbastanza in fretta.
E la strada migliore per apprendere passa attraverso la prateria degli errori. “Sbagliando s’impara” è ben più di un detto popolare: è la legge di natura che ci ha insegnato a camminare, non senza cadere.
Ecco perché il migliore augurio, per il nuovo anno, sembra quasi provocatorio. Auguriamoci di sbagliare, abbastanza da imparare bene e presto!

di Graziano Tilatti
Presidente Confartigianato Udine

Tratto da I/u - Dicembre 2015