Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Se vuoi saperne di più, su privacy e cookie, clicca qui. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.
No

L'importante non è prevedere il futuro, ma renderlo possibile

L'editoriale di Informimpresa del mese di dicembre 2013

di Gian Luca Gortani
Direttore di Confartigianato Udine

Fin dall'inizio di questa, che continuiamo a chiamare crisi perché ci mancano parole migliori per descriverla, abbiamo sottolineato l'importanza di ascoltare gli artigiani e i piccoli imprenditori.
Ascoltare i loro problemi per cercare assieme a loro una soluzione, ascoltare i loro sfoghi - legittimi - per farli sentire meno soli, ascoltare le loro proposte per tentare di realizzarle.
È un impegno utile e doveroso.
Dobbiamo farlo ancora di più e ancora meglio.
Ma vogliamo andare oltre, perché possiamo farlo, con l'aiuto delle tecnologie e di un nuovo modo di condividere e di connettere.
Il più delle volte pensiamo che il nostro ruolo, come Associazione, sia soprattutto quello di informare, di dare servizi e assistenza, di creare opportunità da offrire, trasferire e aprire alle aziende che rappresentiamo, da quelle più piccole a quelle più strutturate. Tutto questo resta valido.
Tuttavia i fenomeni sociali della Rete, esplosi in pochissimo tempo (Facebook è un bambino di appena 9 anni e Twitter appena di 7!), il movimento dei maker, dei fablab e delle stampanti 3D e soprattutto le ricerche che tentano di interpretare il cambiamento in atto, ci suggeriscono di ripensare a fondo il modo in cui Confartigianato svolge il proprio ruolo nell'economia e nella società.
Questo non significa abbandonare quello che stiamo facendo, ma ristrutturarlo con più efficienza, e provare ad aggiungere nuovi modi di ideare, fornire e migliorare i nostri servizi.
Come? Co-producendoli assieme ai nostri associati e clienti. È un approccio che sta prendendo gradualmente piede in molti settori. Talvolta è più evidente, talaltra meno. Non si tratta solo di far scegliere al nostro interlocutore alcune caratteristiche del servizio
A differenza di un prodotto fisico, il servizio è per sua natura personalizzato, anche quando viene generato con procedure standard. Il nocciolo è un altro: l'artigiano e il piccolo imprenditore - in questo caso - detengono una serie di conoscenze che devono essere condivise con il fornitore di un servizio - noi a Associazione nello specifico - affinché possiamo creare la risposta giusta, con il maggiore valore utile. Non basta: in questo processo vanno coinvolti tutti quei soggetti che possono creare valore i questa relazione.
Ok, sembra un po' astratto e complicato, ma non è così.
Pensateci bene: un servizio, anche e soprattutto associativo, funziona già in questo modo.
Quello che la Rete, i social network e tutte le piattaforme aperte stanno cambiando sta nella possibilità di farlo in modo esplicito, più potente e più misurabile. Non sembri futuribile, perché vogliamo sperimentarlo presto. Ed ecco spiegata la scelta della frase sul nostro calendario del 2014: "L'importante non è prevedere il futuro, ma renderlo possibile" [* Antoine de Saint-Exupéry].