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Le donne imprenditrici modificano la forma del lavoro

Le aziende al femminile crescono più della media del sistema imprenditoriale italiano. 

E non solo. Si affermano anche in settori tipicamente maschili. Nell’area dell’energia e nelle costruzioni, ad esempio, la crescita negli ultimi 4 anni è stata del 2,6%.

Sarebbe un errore sminuire questi fenomeni considerandoli come processi di femminilizzazione di alcune professioni in declino, o di insediamento in segmenti marginali delle attività economiche. Il nuovo protagonismo femminile appare invece motivato da una spinta all’iniziativa personale e alla voglia di mettersi in proprio. In alcuni casi come aspirazione, in altri come scelta obbligata.

E’ vero infatti che per molte donne la strada dell’autoimprenditorialità è l’unica percorribile dopo essersi viste chiudere in faccia, o alle spalle, tante porte. Ma sta per fortuna crescendo anche il senso di consapevolezza nelle proprie capacità e la voglia di scommettere su se stesse.
Hanno avuto il talento di trasformare fattori di svantaggio, tra pregiudizi e retaggi culturali, in elementi di competitività, riuscendo ad anticipare i fattori di novità del mercato, oggi facilitate anche dallo sviluppo delle tecnologie.
In più le imprese al femminile per quasi il 40% intercettano nuovi bisogni e creano nuovi ambiti lavorativi. Questo perché le donne guardano il mondo con occhi diversi e su quella visione intervengono con nuove soluzioni. 

Trovo assolutamente calzanti quindi le parole di Filomena Pucci, autrice del libro “Appassionate, storie di donne e imprese”, la quale dice che l’impresa al femminile prima di essere un evento economico, è l’esperienza della donna di affermare il proprio punto di vista nel mondo, il proprio sistema valoriale, la propria capacità organizzativa. La fioritura di imprese al femminile in Italia e nel mondo rappresenta una trasformazione antropologia che vede finalmente le donne intervenire nei fatti della realtà che le circonda, economica, politica e sociale, una trasformazione attraverso cui le specificità femminili di cura, cuore, visione dell’altro, coraggio, pazienza, senso ecologico, relazioni, sostegno s’insinuano nel mondo del lavoro e della produzione, trasformandolo e permettendo ad altrettanti uomini sensibili e coraggiosi di farle proprie, modificando la forma del lavoro. 

Sottoscrivo l’intero pensiero, convinta che nell’ambito di Confartigianato Udine questa trasformazione è fortunatamente in atto già da molti anni. Almeno venti...come quelli che abbiamo festeggiato con orgoglio in questi giorni con il Movimento Donne Impresa!

di Edgarda Fiorini
Vice presidente vicaria di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - Novembre-Dicembre 2017