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L’artigianato è il terreno del possibile!

Il filo conduttore, più o meno evidente, di questo numero di I/u si può riassumere in tre parole: “si può fare!”
Mentre continuiamo ad essere circondati da dati e notizie poco rassicuranti, da un clima di generale scoraggiamento e da una sensazione di sfiducia incombente vogliamo lanciare un messaggio controcorrente.
L’artigianato è infatti il “terreno del possibile”!
A dircelo - ad esempio - è il crescente numero di ragazze e ragazzi che, laurea in tasca, talvolta più per passione che per calcolo, avviano un’attività in proprio.
A diventare artigiani sono persino i laureati in materie umanistiche, come Lisa (archeologia), Giovanni (lettere) e Stefano (filosofia) che grazie al nostro progetto MANI (Mestieri Artigianali per Nuovi Imprenditori) hanno raccontato la propria esperienza ai laureandi dell’Università di Udine in discipline analoghe nell’intento di incoraggiarli a progettare un futuro lavorativo fuori dagli schemi.
E’ il prof. Alberto Felice De Toni, rettore dell’Ateneo friulano, a raccontarci come le imprese - anche quelle di piccola dimensione – possano affrontare la sempre maggiore complessità imposta dalla società, dai mercati e dalle tecnologie. E anche in questo caso gli artigiani sembrano avere in mano le carte vincenti, abituati come sono a trovare soluzioni personalizzate e creative a problemi sempre meno standardizzabili.
Che l’artigianato sia il terreno del possibile lo dimostra inoltre Craftabile, un’impresa nata dalla volontà di coniugare ‘craft’ (mestiere, in inglese) con ‘abile’ (ossia skill, abilità) per “rivalutare in chiave moderna il fare artigianale come atto generativo d'innovazione”. La passione dei suoi titolari per il metodo educativo montessoriano si è arricchita di contenuti basati sul modello del coworking per dare vita a un progetto a pieno titolo artigianale, premiato dal primo posto nella graduatoria del “bando PISUS” del Comune di Udine, destinato a rivitalizzare il centro storico, altra sfida decisamente impegnativa.
Non meno significativo è il messaggio che arriva dal nostro appuntamento più tradizionale e amato: l’annuale celebrazione del San Giuseppe Artigiano, con le decine di benemerenze assegnate ad altrettante storie d’impresa. Con tutta la loro varietà quelle storie raccontano la dignità e il valore, la passione e l’orgoglio di essere artigiani. Raccontano una storia che senza clamori e sensazionalismo, alimenta la voglia di fare - e soprattutto di fare bene - di cui il Paese ha oggi più che mai bisogno.
“Si può fare!” è anche il sottotitolo implicito del nostro “MatchingDay”, una formula che dopo otto anni resta valida, non da meno per l’iniezione di fiducia e entusiasmo con cui è vissuta dai partecipanti. “Costruire relazioni” è vitale per diventare o restare competitivi, trovare i partner più adatti è fondamentale per ogni progetto di sviluppo, guardarsi negli occhi è ancora decisivo per scegliersi come compagni di viaggio. E’ impossibile uscire da una giornata come questa senza sentirsi incoraggiati.
Dedichiamo quindi questo numero a tutti quelli che ogni volta che sentono dire “non si può fare”, sanno di essere più vicino al successo.

di Gian Luca Gortani
Segretario di Confartigianato-Imprese Udine

Tratto da I/u - Marzo-Aprile 2016