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La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio

Al debutto di ogni nuovo Governo si avverte, palpabile, un’atmosfera di attesa per un cambiamento in positivo della vita dei cittadini e delle imprese. Può nascondersi dietro un velo di disincanto oppure può manifestarsi con entusiasmo. In entrambi i casi si tratta di un’energia che non bisogna sprecare e di attese che non vanno deluse. 

Il nostro Paese è in clamoroso ritardo su troppi appuntamenti e tutti riguardano da vicino chi ogni giorno apre bottega, va in cantiere o si mette al sevizio dei clienti. 

Purtroppo la lista si ripete: un fisco troppo esoso e complesso, una burocrazia che fiacca chi l’impresa l’ha già e scoraggia chi la potrebbe aprire, tempi della giustizia civile da incubo, credito bancario in fuga dai piccoli investimenti, tasse occulte di ogni genere, gare d’appalto fuori portata per le piccole aziende...e basta, per non deprimerci troppo. E si ripetono anche le proposte chiare e concrete che Confartigianato continua a mettere sul piatto. Proposte che possono essere discusse e modificate, certo, ma su cui sarebbe miope e sconveniente non confrontarsi. 

Sant’Agostino ha scritto che “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”.
Di sdegno abbiamo ormai fatto il pieno.
Di coraggio ne serve molto e quello di una parte sola non basta. Va messo in comune, alimentato reciprocamente. 

A questo serve il nostro lavoro. Ai segnali confortanti espressi dal Governo nella nostra Assemblea nazionale (ne parliamo in questo numero) si sono alternati quelli meno incoraggianti del mancato dialogo durante la messa a punto del “Decreto dignità”.

Contiamo che siano i primi a prevalere, per un dato di fatto: è nell’interesse degli imprenditori che rappresentiamo ottenere quel cambiamento in meglio, orientato dal buon senso, che corrisponde all’impegno dichiarato della maggioranza alla guida del Paese e di tante Amministrazioni locali. Sedersi a un tavolo comune è una scelta saggia. 

Perché, per dirla con Winston Churchill: “Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare, ma è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare”. Aggiungiamo: reciprocamente.

di Graziano Tilatti
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - luglio-agosto 2018