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La parola d’ordine è “riqualificazione”!

“Il mercato delle costruzioni è un ‘motore’ sempre acceso, ma al minimo, e va alimentato con il carburante della fiducia”: è l’immagine evocativa ed efficace con cui fotografa la situazione del comparto Arnaldo Redaelli, da poco riconfermato alla guida nazionale di Anaepa-Confartigianato.
Parole che risuonano con forza in una provincia, quella di Udine, tra i primi posti in Italia (è 16^) per “tasso di artigianalità” di questo settore economico e in cui il decennio di crisi ha colpito con durezza segnando un calo del 14% delle aziende artigiane e la perdita di oltre 8.000 posti di lavoro in tutta la filiera.
E se non possiamo parlare di vera e propria ripresa, oggi riusciamo almeno a registrare qualche segnale positivo che ci aiuta a investire in fiducia.
Non solo. Notiamo infatti che le istituzioni e le forze politiche hanno cominciato a condividere una priorità che da tempo additiamo come determinante: quella della riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, sia esso pubblico o privato, residenziale o produttivo.
Grazie anche alla politica nazionale delle detrazioni fiscali gli interventi di recupero alimentano già oggi il 70% circa del mercato e si tratta di un ambito in cui la flessibilità, le competenze e la prossimità al cliente espresse dagli artigiani e dalle piccole imprese danno loro un vantaggio competitivo.
Ma potrebbe non durare ancora per molto tempo se non aiuteremo i nostri imprenditori a cambiare modello, a giocare in rete la sfida di una “edilizia 4.0” costretta a fare i conti con scenari, anche sociali e culturali, in vorticoso cambiamento.
In questi ultimi anni le istituzioni locali, e in particolare la Regione, sono intervenute con decisione, nonostante le ristrettezze dei bilanci pubblici, ma soprattutto hanno accettato il confronto con le nostre associazioni, i professionisti e i sindacati dei lavoratori attorno al tavolo degli Stati Generali delle Costruzioni. E, cosa ancora più importante, hanno compreso che l’efficacia e la snellezza delle procedure burocratiche valgono quanto e più delle risorse in vista di un rilancio concreto dell’edilizia e dei settori collegati.
La parola d’ordine è quindi “riqualificazione”, variamente declinata come rigenerazione energetica e statica degli edifici, così come di agglomerati più complessi.
E’ questo il terreno su cui si può giocare una vera ripresa, coniugando obiettivi di rigenerazione urbana, messa in sicurezza, blocco al consumo del territorio che l’innovazione, anche nel settore delle costruzioni, può conseguire, a patto che le imprese, le loro organizzazioni e tutti gli attori coinvolti sappiano reinterpretare tempestivamente il proprio ruolo, con lungimiranza e intelligenza.

di Graziano Tilatti  
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - Luglio-Agosto 2017