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Il lavoro deve creare reddito, il sistema formativo costruire competenze e le imprese generare posti di lavoro

Tra le tante funzioni che Confartigianato è chiamata a svolgere, dentro le comunità di cui fa parte, ce n’è una che sta diventando sempre più urgente e necessaria.
Parliamo dell’esigenza di mettere in contatto e collegamento, in modo sempre più efficace, il sistema della formazione, il tessuto produttivo composto dalle imprese e i giovani e le loro famiglie.
Sono loro i protagonisti della vera partita per il futuro, alla costante ricerca gli uni degli altri, ma senza avere ancora trovato il modo di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. Con questo numero di I/u, nuovamente aggiornato nella sua veste grafica, abbiamo voluto cominciare a riflettere su questo tema.
E che si tratti di una componente importante del “fare sindacato” nell’epoca del “salto digitale” lo testimoniano tanti segnali, dai più piccoli a quelli epocali.
Dire che le aziende abbiano bisogno di giovani adeguatamente preparati dal sistema formativo può apparire banale. Eppure selezionare e ingaggiare nuovi collaboratori tra coloro che terminano gli studi è un’impresa tutt’altro che facile, come sa bene chiunque ci sia passato. Ancor più arduo è rinfoltire le fila di chi crea un’azienda o ne prosegue la conduzione, al punto che il nostro Movimento Giovani Imprenditori rende periodicamente il meritato tributo a quei Capitani Coraggiosi che ancora sfidano il mare dei mercati tra pericolose tempeste e periodi di bonaccia.
D’altro canto nelle scuole italiane, sempre più a corto di risorse, è soprattutto l’impegno di dirigenti e insegnanti di buona volontà a far funzionare quei pochi e imperfetti strumenti che consentono una vera alternanza tra scuola e lavoro o preparano la strada per l’apprendistato, finalmente riscoperto quale percorso esemplare di ingresso nel mondo del lavoro. Gli interventi del professor Tiraboschi e dell’assessore regionale Rosolen, che ospitiamo in questo numero, contengono riflessioni interessanti a questo proposito.
E poi c’è da considerare che tra imprese e scuola, ancora alla ricerca di un dialogo ottimale, stanno i giovani e le loro famiglie, il più delle volte disorientati rispetto alle reali prospettive di occupazione del “dopo-scuola”.
Eppure le energie potenziali sono abbondanti e basterebbe sfruttarle meglio. Lo testimonia il sorprendente numero di risposte raccolte in pochissimo dal nostro questionario esplorativo sulla disponibilità di artigiani e PMI ad ospitare studenti in alternanza scuola-lavoro o alla ricerca di apprendisti (è disponibile sul sito www.confartigianatoudine.com). Una disponibilità che copre i settori più disparati e le dimensioni aziendali più varie senza differenze significative tra un territorio e l’altro.
È un messaggio chiaro e forte per la nostra Associazione: un invito a lavorare per un collegamento via via migliore tra scuola, giovani e imprese. Vogliamo abbattere gli ostacoli che impediscono di fatto alle aziende più piccole di ospitare tirocini, divulgare meglio i vantaggi dell’apprendistato, supportare le scuole nel contatto con il tessuto produttivo (come nel caso dei progetti targati ANPAL) e aiutare le famiglie a capire come evolve il mercato del lavoro.
Lo facciamo nell’interesse delle aziende, certo, ma al tempo stesso per una società più dinamica ed equilibrata, in cui sia il lavoro a creare reddito, il sistema formativo a costruire competenze e le imprese a generare posti di lavoro.

di Graziano Tilatti
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - settembre-ottobre 2018