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Il futuro non è più quello di una volta

Riconosciamolo: oggigiorno il mercato chiede sempre più “artigianalità”.
Può sembrare paradossale, però non è affatto scontato che siano gli artigiani a soddisfare, prima e meglio di chiunque altro, questa richiesta.
Le grandi aziende del lusso, così come quelle delle fasce di prodotto più accessibili, sembrano fare a gara nel riempire le proprie pubblicità di riferimenti al “ben fatto” abbinate all’immagine di paciosi “artigiani della qualità” che da quel momento in poi abbineremo mentalmente, ci piaccia o no, proprio a quel marchio.
Sono in realtà le tecnologie digitali e la manifattura 4.0 a consentire una personalizzazione dei prodotti e dei servizi via via più spinta e meno costosa.
La prima rivoluzione industriale ha sottratto la quantità agli artigiani; la quarta punta ad appropriarsi della loro qualità.
Come possono allora gli artigiani, quelli veri, competere?
Diventando bravi nell’utilizzo di quelle stesse tecnologie, sfruttando le opportunità delle reti e della Rete, tanto a monte quanto a valle della produzione, e riappropriandosi di una capacità di “far sapere” oltre che di “saper fare” necessaria per trasformare il valore creativo in valore economico.
In altre parole l’artigianato e la piccola impresa sono chiamati a fare un salto evolutivo e di mentalità. Le loro associazioni, in primis Confartigianato, devono essere al loro fianco in questo percorso, anzi devono stimolarle ad intraprenderlo e a non mollare, pena il tramonto e la perdita della propria ragion d’essere.
L’identità delle imprese artigiane deve restare fedele a se stessa, ma per farlo deve anche cambiare, e cambiare rapidamente.
Stesso discorso vale per noi, l’organizzazione che le rappresenta e da cui si aspettano risposte e opportunità, orientamento e protezione.
In un numero crescente di settori, le piccole e piccolissime aziende sono strette in una morsa letale: continuano ad accollarsi tutti i rischi del fare impresa, mentre prezzi, tassi, scadenze e vincoli vari sono stabiliti da committenti sempre più esigenti, ma sempre meno puntuali nei pagamenti.
D’altro canto le tecnologie, i nuovi modi di organizzare le relazioni e alcune tendenze di mercato offrono interessanti opportunità per riappropriarsi di uno spazio economico e sociale che l’artigianato e la piccola impresa meritano.
Noi non possiamo sottrarci a questo compito, soprattutto in una fase storica in cui – per dirla con le parole di un artista di strada – “il futuro non è più quello di una volta”.

di Graziano Tilatti  
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

Tratto da I/u - Maggio-Giugno 2016