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Il confronto con mondi lontani, ci aiuta a riscoprire le ragioni del nostro agire

Era l'agosto del 1945. Senz'altro faceva caldo a Udine, ma non abbastanza da frenare l'entusiasmo di un gruppo di artigiani che volevano ricostruire il proprio futuro. Forse non avevano ancora le idee chiare sul da farsi. O forse ne avevano troppe. Di certo si rendevano conto che la sola strada che offrisse una prospettiva passava attraverso l'aggregazione di più forze attorno ad un obiettivo comune. "Unione" si sarebbe chiamata l'associazione a cui volevano dare vita, fatta di "artigiani" e fieramente radicata in "Friuli". E avrebbe affrontato la sfida al tempo stesso più avvincente e difficile: quella di ricreare un tessuto produttivo e sociale con cui dare ai propri figli e nipoti una vita diversa, fatta di opportunità e di sviluppo, in un tempo di pace.
A farci ricordare quei momenti lontani, a settant'anni esatti di distanza, è l'attualità di un progetto nuovo ed ambizioso: quello che ha condotto in Friuli una delegazione di imprenditori afghani, ispirati dagli artigiani friulani che nella loro terra, per un mese, hanno istruito al mestiere decine di giovani donne e uomini.
Ecco come una missione d'affari assume così un significato diverso e originale, con i figli e i nipoti dei nostri fondatori che incontrano imprenditori impegnati oggi, come allora i loro padri e nonni, a cercare una strada verso la ricostruzione, in un paese che sta lentamente uscendo da lunghi periodi di guerra, conflitti e distruzioni.
Certo l'Afghanistan di oggi non é il Friuli di allora e, oltre al tempo e ai chilometri, la distanza tra questi due territori si misura anche in notevoli differenze culturali.
Eppure il parallelo fra le due storie c'è e si avverte forte.
Basti pensare all'identica voglia di superare il passato per costruire il futuro.
Ed è con questa similitudine in mente che vi invitiamo a leggere questo numero di I/u. I fatti e le notizie di cronaca associativa che racconta acquistano una luce nuova. Ci rendiamo conto che per noi i tempi sono cambiati, ma anche che ogni periodo storico ha le sue sfide e un avvenire a cui dare forma. Il confronto con un mondo lontano ci spinge inevitabilmente a riconsiderare i passi che ci hanno portato al presente e a interrogarci sulla nostra capacità di continuare la strada a venire, con coraggio e determinazione.
Ben venga pertanto il confronto con mondi lontani, se ci aiuta a riscoprire le ragioni del nostro agire.

di Gian Luca Gortani
Segretario di Confartigianato Udine

Tratto da I/u - Ottobre 2015