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Fare rete è un po’ come andare in palestra

I dati parlano chiaro: fare rete, anche in Italia, migliora il fatturato delle aziende coinvolte e la loro capacità di creare occupazione e di aumentare l’efficienza produttiva. 

Dato ancora più significativo: questo “effetto rete” positivo è trasversale a tutti i settori, le aree geografiche e le dimensioni aziendali. Anzi, accanto alle grandi imprese sono le più piccole ad essere protagoniste dei fenomeni aggregativi stimolati dalla legge che ha introdotto i contratti di rete e dalle agevolazioni statali e regionali che ne hanno promosso la diffusione. 

Finora sono meno di 30mila le imprese che in Italia hanno sottoscritto questo tipo di accordi: ancora poche rispetto ad una platea composta da più di 5 milioni di unità. Non solo: se consideriamo il Friuli Venezia Giulia, il 44% delle aziende coinvolte in un contratto di rete appartiene al settore agricolo. Va sottolineato che questi dati fotografano soltanto una parte del fenomeno di aggregazione: molti accordi non adottano questa forma giuridica o restano addirittura informali. 

La voglia di trovare partner c’è: lo testimonia un’iniziativa come il nostro MatchingDay, arrivato alla 10^ edizione come pure alcune delle storie premiate quest’anno in occasione di San Giuseppe Artigiano. Tuttavia appare chiaro il permanere di una distanza da colmare tra le opportunità potenziali e le realizzazioni in concreto. 

Perché? Tra i molti motivi uno merita particolare attenzione. "Fare rete" è un po' come andare in palestra. Ci rendiamo conto dei vantaggi e comprendiamo i benefici che ne deriverebbero; presi dall'entusiasmo ci iscriviamo e magari cominciamo a frequentarla, ma se non subentra una buona dose di tenacia e costanza i risultati non arrivano. Ce lo conferma, da un punto di vista particolarmente qualificato, il Cluster regionale dell’arredo e sistema casa. Stringere accordi tra aziende, se non vengono messe in campo quelle stesse virtù, rischia di seguire lo stesso copione. E in effetti ci vuole perseveranza per affrontare e superare i problemi e le discussioni che nascono inevitabilmente quando si tratta di condividere un progetto impegnativo. Questo numero di I/u è dedicato proprio a chi riesce a superare gli ostacoli e far funzionare accordi, alleanze e collaborazioni. 

La “rete”, a partire da quella digitale, è il modello che contraddistingue l'epoca che stiamo vivendo, anche dal punto di vista dell’organizzazione della produzione. Solo apparentemente sembra riguardare poche delle nostre aziende. A ben vedere anche quelle più piccole vivono e operano immerse in network, più o meno evidenti e spesso globali. Un conto però è subire il fenomeno, altro è affrontarlo con consapevolezza e con un obiettivo chiaro e definito. 

Ed è un processo a cui, come Associazione, vogliamo dare un contributo significativo.

di Graziano Tilatti
Presidente di Confartigianato-Imprese Udine

tratto da I/u - Marzo-Aprile 2018