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Abbiamo bisogno di segnali concreti di incoraggiamento

L'editoriale di Informimpresa Udine di luglio 2014

Fare sindacato non significa soltanto difendere gli interessi delle nostre imprese quando sono in ballo decisioni e strategie che riguardano l’intero Paese. Aiutare un singolo artigiano a risolvere un piccolo problema quotidiano è un’azione sindacale, così come creare opportunità di sviluppo e promozione per una piccola o piccolissima azienda. E c’è poi una dimensione in cui un’associazione come la nostra si gioca una parte importante del proprio ruolo: è la dimensione locale che, dal Comune alla Provincia, passando per tutte le altre istituzioni attive sul territorio, costituisce l’habitat primario in cui fare impresa e creare lavoro, anche quando il mercato di riferimento è quello globale. Per questo motivo vogliamo e dobbiamo continuare a dialogare con le istituzioni locali e cercare di costruire - insieme - azioni e soluzioni che, partendo dagli interessi “di parte” si occupino degli interessi generali. L’iniziativa che stiamo conducendo sulla TASI e la TARI - le ennesime “nuove imposte” locali – va proprio in questa direzione. I presidenti e i vicepresidenti zonali, così come gli altri rappresentanti associativi che vorranno dare il proprio contributo, sono i protagonisti dell’operazione. Il loro compito non è facile e può risultare impopolare. Devono infatti provare a convincere i sindaci e le loro amministrazioni che alleggerire l’onere fiscale a carico degli artigiani e delle micro e piccole imprese non risponde a un interesse particolare, ma va a beneficio dell’intera collettività. Gli imprenditori hanno infatti bisogno di segnali concreti di incoraggiamento e ottenerli dal proprio Comune, sotto forma di una tassazione meno gravosa e più sostenibile, è in questo momento indispensabile. Aldilà della dimensione economica, si tratta di fare sentire le amministrazioni vicine a chi, giorno dopo giorno, continua a mantenere o creare occupazione, a “far girare l’economia”, a tenere viva e coesa una comunità. Se per farlo occorre far pagare qualche euro in più ai privati cittadini il costo in termini di popolarità sarà ampiamente compensato da quell’incoraggiamento di cui il nostro diffuso tessuto produttivo ha bisogno per continuare a resistere e soprattutto per ricominciare a credere nello sviluppo. Confrontarsi con i 135 comuni della nostra provincia, con poco tempo a disposizione e su temi che presentano anche aspetti tecnici non particolarmente semplici, è una partita difficile e complessa ed è soltanto uno dei tanti tavoli su cui spendere la nostra capacità di rappresentanza e di proposta. Sappiamo di chiedere molto ai nostri dirigenti, ma sappiamo anche che la migliore ricompensa verrà dalla consapevolezza di aver fatto qualcosa di utile e tangibile a sostegno dei nostri imprenditori. Rimbocchiamoci quindi le maniche e facciamo sentire la nostra voce e le nostre idee.

Franco Buttazzoni
Vicepresidente vicario di Confartigianato Udine

Tratto da Informimpresa Udine - Luglio 2014